Le recessioni gengivali ( gengive che si ritirano lasciando scoperta la radice del dente) rappresentano un problema soprattutto estetico se sono posizionate nel settore incisivo, cioe’ in quello piu’ rilevante dal punto di vista estetico.

Esistono varie tecniche chirurgiche che mirano alla corezzione di tale difetto.

Una di queste tecniche consiste nel riposizionamento della gengiva che si trova piu’ apicalmente alla lesione( cioe’ sopra), eventualmente associata anche ad un innesto di gengiva del paziente prelevato da un’altra zona della bocca del paziente.

Si tratta in pratica di un piccolo”autotrapianto “ di gengiva che ha lo scopo di aumentare la quantita’ di gengiva aderente, cioe’ “buona” e di consentire anche il suo posizionamento sopra la radice esposta per ricoprirla in maniera efficace e affidabile, ripristinando quindi la situazione antecedente.

Nella figura 1 vediamo un caso di recessione marcata che interessa un incisivo superiore :
E’ evidente la scopertura della radice che crea disagio estetico al paziente.


Fig. 1

Nella figura 2 vediamo un particolare momento dell’intervento in cui un “francobollo” di gengiva , molto sottile viene prelevato dal palato del paziente


Fig. 2

Nella figura 3 vediamo come il frammento di gengiva prelevato viene alloggiato a coprire la radice scoperta , dopo avere creato un adeguato alloggiamento per garantire la vascolarizzazione, cioe’ la “nutrizione “ di questo innesto da parte del sangue.


Fig. 3

Nella figura 4 vediamo la fase finale dell’intervento con la sutura della gengiva precedentemente scollata al di sopra dell’innesto .


Fig. 4

Nella figura 5 vediamo una fase intermedia nella maturazione del tessuto gengivale , che necessita di diversi mesi prima della sua definitiva stabilizzazione. In questo periodo e’ fondamentale la collaborazione del paziente nel mantenere pulita la zona con una tecnica di spazzolamento idonea e e non traumatica.


Fig. 5

Nella figura 6 vediamo il risultato finale dell’intervento a distanza di molti mesi:
La recessione e’ stata completamente coperta e il paziente e’ tornato a sorridere senza preoccupazioni.


Fig. 6

Nella figura 7 vediamo il confronto tra la situazione prima e dopo l’intervento