STABILIZZAZIONE IMMEDIATA DI UNA PROTESI MOBILE CON USO DI MINIMPIANTI

Uno dei piu’ gravi disagi che affronta il portatore di una protesi mobile totale( la classica dentiera) e’ quello del movimento della protesi durante la masticazione o il parlare(fonazione).

Ciò rende estremamente difficile la vita di relazione data la incertezza del fatto che questa imbarazzante situazione avvenga nei momenti meno opportuni.

Ed allora si ricorre a vari stragemmi (creme, cuscinetti  adesivi ecc) che pero’ risolvono solo temporaneamente ed in modo inefficace il problema.

Ecco il caso tipico:

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La protesi inferiore si solleva anche solo parlando per azione dei muscoli delle labbra e della lingua.

La soluzione a questo problema , immediata e definitiva consiste nell’utilizzare un certo numero di impianti di diametro ridotto  ( almeno 4-5) che vengono inseriti nell’osso del paziente e immediatamente collegati con un sistema a a bottone alla protesi gia’ esistente, bloccandola  in maniera stabile.

Vediamo come fare:

SI segnano sulla gengiva i punti dove inserire i minimpianti e si pratica un forellino bucando direttamente la gengiva senza scoprire l’osso sottostante come si fa’ per un impianto tradizionale.

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Quindi nel foro si avvita direttamente l’impianto che vedete che e’ di un diametro molto ridotto e di una lunghezza variabile .

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L’impianto essendo piu’ largo del buco praticato si autoavvita  nell’osso mantenendo immediatamente una buona stabilita’ meccanica.

Si completa quindi l’inserimento di tutti gli impianti previsti che come potete vedere sono dotati di un cappuccio metallico dotato di una guaina in gomma che si adatta alla testa rotonda dell’impianto .

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Quindi si provvede a praticare dei fori  sulla dentiera del paziente esattamente nella stessa posizione  della testa degli impianti  ed a bloccare  la parte femmina dell’attacco nella dentiera stessa con della resina .

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Ed infine la dentiera viene calzata  in modo che ci sia l’accoppiamento della testa sferica degli impianti con le corrispettive cappette ritentive.

Il fatto di avere  distribuito i carichi su un numero  di 4-5 impianti e che la connessione tra questi e la cappetta di ritenzione sia abbastanza leggera  senza attendere la loro osteointegrazione, cioe’ la loro stabilizzazione definitiva nell’osso, rende ragione della possibilita’ che gli stessi non siano singolarmente soggetti a movimenti che impedirebbero questa integrazione.

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Ed ecco quindi il risultato finale.  La protesi resta bloccata e nel tempo, se tutto procede per il meglio, gli impianti si salderanno stabilmente all’osso.

Con questo sistema si riesce  a dare una immediata stabilita’ ad una protesi mobile instabile